Sabato sera ho rivisto volentieri Sweet Charity, la produzione della Compagnia della Rancia che ha ripreso da Trieste, al "Rossetti", la sua tournee nazionale (tra l'altro molto breve, toccherà solamente Milano e Roma).
Dunque, che dire: uno spettacolo gradevole, dove si sorride spesso, con una coppia di protagonisti come Lorella Cuccarini e Cesare Bocci che sembrano tagliati apposta per il ruolo. Lei è appunto la "dolce Charity", entreneuse dall'innamoramento facile sempre a caccia dell'uomo sbagliato; lui è Oscar, imbranato assicuratore che dopo alcuni tentennamenti si rivelerà la metà giusta per la protagonista.
Le musiche di Cy Coleman si lasciano ascoltare, ma cadono presto nel dimenticatoio; e quello che dovrebbe essere lo "showstopper", il numero Big Spender - con tutte le ballerine del "Fandango", il locale notturno dove lavora Charity - in realtà non "showstoppizza" granché.
Ma la forza di questo spettacolo sta forse nell'insieme: interpreti simpatici, situazioni da teatro comico, un lieto fine forse un po' troppo stiracchiato ma che comunque c'è, e in atmosfera natalizia sta sempre bene; e alcune trovate sceniche (il balletto con le cuffie al club "Pompei", la moltiplicazione in video di Charity a casa di Vidal - un Gianni Nazzaro in gran spolvero -, tutta la divertente scena in ascensore) sono di bell'effetto. Del balletto a Central Park, sulle parole dell'incomprensibile Daddy - Ray Garcia, si poteva fare a meno; e forse dalle coreografie di Luca Tommassini ci si poteva aspettare qualcosina in più.
Comunque, fino al 10 dicembre i fan di Lorella Cuccarini, che rimane sempre una vera forza della natura, potranno ammirarla nel capoluogo giuliano in tutta la sua simpatia e bravura; e le signore potranno rifarsi gli occhi con il bello e simpatico Cesare Bocci. Il resto è scintillante, sfarzoso, gradevole contorno.