22 marzo 2010

Love Never Dies?

Come saprete, amo alla follia The Phantom of the Opera. E' praticamente il musical che mi ha fatto innamorare del musical. La prima copia che riuscii a recuperare me la fece un'amica che studiava in Inghilterra, registrando su cassetta il doppio LP che trovò nella discoteca della famiglia dove abitava, nei primissimi anni Novanta. Poi trovai il romanzo originale di Leroux in una libreria dell'usato a Trieste, e la cosa che mi colpì era il logo del musical in copertina, con tanto di maschera bianca e rosa rossa, ma già tradotto in italiano. Penso di averlo letto cinque o sei volte, ed ogni volta era un'emozione diversa.
Ora, dare un seguito a questo capolavoro... Era davvero necessario? Voglio dire, a Lord Lloyd Webber credo che i soldi non manchino; per cui voglio escludere a priori il lato puramente commerciale-economico della faccenda. Voleva assolutamente dare un seguito alla storia? Poteva farlo, ma doveva dar retta al destino che alcuni anni fa, sotto forma di gatto, gli cancellò dal sintetizzatore tutto il lavoro compiuto, e lasciar perdere.
E invece, eccoci qua. Sinceramente, io ci sono rimasto male. Ho apprezzato lo "sforzo" di cercare un sound diverso, più vicino alla modernità da inizi novecento che allo stile da grand-opera/pucciniano dell'illustre precedente; ma è l'operazione in sé che secondo me è nata male e proseguita peggio.
Love Never Dies conferma, purtroppo, che Webber non è in grado di creare musica "colta" senza scadere nel mostruosamente noioso, e che il suo estro è finito nel 1993, con Sunset Boulevard. Viale del Tramonto, un titolo, un dato di fatto. Dopo ha creato qualche bella e struggente e potente melodia, ma non un musical che funzioni nel suo insieme.
Il Phantom funziona perché non lascia respiro: le melodie si susseguono alle melodie, i richiami si sussegono ai richiami, i grandi show-stoppers sono memorabili; in Love Never Dies ce n'è uno solo, è bello e orecchiabile, certamente, ma finisce lì. Lasciamo perdere il plot, che fa acqua da tutte le parti. E la title-song, checché ne scriva Webber in persona nel libretto, rimane un'auto-scopiazzatura-riciclaggio ingiustificabile per un compositore della sua levatura.
Magari a teatro è uno spettacolone, e avrà un successone clamoroso. Ma dubito. Peccato, sarà persa un'altra occasione.

37 commenti:

Martina ha detto...

In linea di massima sono d'accordo con te, solo che stavolta ero partita con aspettative pari a zero, e ho trovato due - tre brani che non mi sono dispiaciuti... :-) Siamo comunque lontani anni luce dal Phantom originale.
In compenso trovo che la trama sia veramente tirata via, e i personaggi compeltamente "out of character". Comunque, sto scrivendo anch'io le mie impressioni, e andrò più a fodno su queste questioni. ;-))

Anonimo ha detto...

Condivido la tua analisi. Non c'è confronto con Phantom nè con altri grandi musical di Webber (da Cats, a Evita..).
Le musiche non hanno la stessa potenza espressiva, il leit-motiv è di fatto sulla falsariga del Phantom originale. La trama poi è tirata,al limite del banale, e l'opera è, a tratti, anche noiosa. Veramente un peccato.
Notevole la voce dell'inteprete del fantasma (mi ha convito di meno Christine)

Anonimo ha detto...

be'...la musica è eccezionale, come sempre. io sono cotta stracotta del phantom (soprattutto quello interpretato da Gerard Butler, ho anche il film) e sono contenta che lui abbia un figlio...e che mandi raoul al diavolo! Perché proprio non lo sopporto. ma se qualcuno di voi sa x caso come finisce questo musical! sono andata in quà e là ma...non ho trovato molto!

Francesco Moretti ha detto...

Cara anonima, il musical finisce, più o meno. Male, ma finisce. Non vorrei rovinarti la sorpresa.

Cristina ha detto...

Caro Francesco, scusa se mi permetto ma forse sul viale del tramonto vedo piu' questa rubrica che con questo appunto si dimostra piuttosto presuntuosa.
Sono appena tornata da Londra dove ho potuto apprezzare questo musical nei confronti del quale ero piuttosto scettica e al quale sono andata principalmente per curiosita' e per la stima di un grande Maestro. Ciononostante ho potuto provare quell'emozione che stringe il cuore e che solo una grande musica puo' trasmettermi.
Certo, niente a che vedere col Phantom of the Opera che e' una costante tempesta di passione cosi' struggente da non lasciare fiato, ma ritengo che un critico di musica e di arte in genere debba imparare a giudicare un'opera a prescindere dai richiami a cui essa rimanda perche' cosi' come un libro non e' un film ed un film non e' un musical, un musical non e' un altro musical, anche se i personaggi sono gli stessi.
Quanto alla storia che fa acqua da tutte le parti.. In un certo senso e' la storia della mia vita e forse per questo la trovo un pochino piu' plausibile di quanto non sembri a te, ho sempre pensato che Christine avesse sbagliato tutto perche' avrebbe dovuto "guardare con il suo cuore, non coi suoi occhi".
Mi spiace muoverti queste critiche anche perche' in linea di massima sono abbastanza in sintonia con quello che scrivi e con i tuoi interessi ma questa volta credo che tu sia stato un po' frettoloso nel giudicare.
Ti consiglio di farlo un salto a teatro, visto che mi pare di capire che tu non abbia visto questo "magari spettacolone" di cui dubiti, non fosse altro che per curiosita' e per (spero immutata) stima nei confronti di un grande Maestro.
PS: nel caso volessi mettermi sul viale del tramonto come scrittrice mi scuso della mia inaccuratezza di espressione ma ho scritto d'impulso, pertanto con una tastiera senza lettere con l'accento (che ho sostituito con l'apostrofo).

Francesco Moretti ha detto...

Cara Cristina, grazie della critica, un po' meno sul tramonto del mio Viale del Tramonto, ma forse un po' di ragione ce l'hai, visto che un lavoro molto impegnativo e faticoso e la famiglia in aumento mi impediscono di frequentare il teatro musicale come vorrei.
Su Love Never Dies forse mi sono espresso un po' troppo frettolosamente, solo dopo un primo ascolto; già con il secondo la musica cambia. Ma, come dici tu stessa, "niente a che vedere col Phantom of the Opera che e' una costante tempesta di passione cosi' struggente da non lasciare fiato". E' proprio questo il punto. Misurarsi con un capolavoro del genere - e guarda che, al suo debutto, il Phantom venne stroncato senza pietà da più o meno tutti i critici - vuol dire perdere già in partenza. Se poi il Maestro non guizza certo d'originalità (la stessa ballad principale è un frullato di "You must love me", "Learn to be lonely" e qualche sprazzo di "The Woman in White"), ecco che se l'è proprio cercata.
Certo, andrebbe giudicato soprattutto a teatro, dove la componente visiva e divistica ha la sua giusta predominanza. Ma al momento, e per almeno i prossimi cinque anni, non credo proprio di poterlo fare. Mi affido a voi, sconosciuti lettori del blog. La discussione è aperta.

emanuele ha detto...

Buon giorno,
io ho visto Love never dies due volte e l'ho trovato veramente emozionante.
Non è paragonabile (fortunatamente e ovviamente) al Phantom e non credo che si colga il valore e il senso di questo musical senza averne visto lo spettacolo in teatro.
Ramin Karimloo, interprete del fantasma in Love never dies è stato per due anni circa interprete del Phantom (l'ho sentito più volte anche in quel ruolo): voce favolosa.
Grazie e saluti

Francesco Moretti ha detto...

Caro Emanuele, mi fa piacere il tuo post, ma devo farti notare che anche tu ci caschi: "Non è paragonabile (fortunatamente e ovviamente) al Phantom". Sul fatto che l'esperienza teatrale debba essere completa per poter giudicare complessivamente il musical, la cosa è palese; purtroppo per me è impossibile.
Ma sto riascoltando proprio in questi momenti il doppio album, e devo dire che in fondo in fondo non è male.
Su Ramin Karimloo tranquillo, ho sentito altri commenti entusiastici.

emanuele ha detto...

Una precisazione: dicendo che i due musical non sono paragonabili intendevo che secondo me non vanno paragonati, oltre il necessario, per quanto l'uno sia in qualche modo la prosecuzione dell'altro. Come qualcuno ha già fatto notare, la costruzione musicale dei due lavori è molto diversa. Per quanto possibile, penso che siano da valutare come opere sostanzialmente a sé stanti.
E' difficile immaginare il risultato senza vederlo: la soluzione scenica, basata non su macchine e impianti in movimento, ma soprattutto su proiezioni digitali sovrapposte, è veramente affascinante. L'atmosfera tra il decadente e il déco, kitsch quanto basta, risulta sufficientemente inquietante e riesce a trasmettere un senso di indefinitezza e di straniamento dalla realtà (ben diverso dall'affascinante horror vacui del Phantom) così forti che tutto sembra sospeso in sede astratta, in una dimensione tra realtà e sogno, nella quale anche l'esilità della trama acquisisce un senso.
Grazie e saluti

cristina ha detto...

Caro Emanuele,

finalmente qualcuno sembra capirmi!

Scusate il ritardo ma sto preparando gli ultimi esami universitari..
Quello che volevo dire, in risposta alla risposta ricevuta da Francesco e' che "e' proprio questo che NON e' il punto". Love Never Dies e' uno spettacolo di tutto rispetto, in se' e per se'. QUESTO e' il punto.
Tradotto in soldoni quello che voglio dire e' che si puo' essere dei grandi anche essendo 'figli d'arte' di altri ancor piu' grandi e questo non da il diritto a nessuno di far vivere una persona o un'opera all'ombra di chi l'ha preceduto/a.

Preciso che non ho mai scritto prima in un blog, ma questo caso mi sta a cuore e chissa', magari grazie a voi decidero' di farne la mia tesi di laurea:)

Francesco Moretti ha detto...

Cristina, il fatto è che io sono talmente affezionato al primo Phantom (in fondo è il musical che mi ha fatto scoprire il musical), che vederne i protagonisti completamente stravolti in Love Never Dies, proprio non mi va.
Secondo me non si possono giudicare i due show separatamente: altrimenti con lo stesso materiale musicale se ne poteva benissimo imbastirne un altro, e forse sarebbe passato piuttosto inosservato. Webber ha fatto moooolto di meglio, secondo me.
Ma ripeto, posso solo dare un giudizio di parte e incompleto, mi affido alla vostra competenza e capacità, che ammiro molto.
Una tesi sul Phantom in musical? Mi sembra un'ottima idea.

Marina ha detto...

Ho letto con interesse tutto quello che avete postato e vorrei permettermi di aggiungere qualcosa facendo una piccola premessa.
Sono una grande appassionata del Phantom ed un musical che amo profondamente e che seguo da sempre ... solo l'anno scorso l'ho visto ben 6 volte !!!!
E questo amore mi ha portato persino a tatuarmi la maschera del fantasma con la rosa ....
Quindi potete immaginare con quanto disappunto mi sono comprata il cd di Love Never Dies a marzo e mi sono recata a vedere lo spettacolo a maggio.
Devo dire che , mentre l'ascolto non mi aveva proprio convinto al 100% , lo spettacolo l'ho trovato molto carino e alcuni passaggi molto emozionanti .
Sicuramente eguagliare il POTO è praticamente impossibile , ma credo che sia giusto dare anche a questo spettacolo alcune chance.
Forse alcuni arrangiamente non mi hanno fatto impazzire , ma il cast è di tutto rispetto e Ramin Karimloo è talmente bravo che strappa in un paio di occasione applausi a scena aperta che fanno venire piu un concerto rock che un musical.
Insomma ...... direi di dargli un po' di tempo per lasciare che le note scendano nel cuore. Magari non sarà un amore al primo ascolto , ma al secondo e al terzo è possibile.
Marina

pandora ha detto...

vvio che in Italia nn sia piaciuto(gente che ha solo sentito la colonna sonora), o quantomeno ci sia molta controversia riguardo a questa meravigliosa opera moderna..( vedere altri forum e blog a riguardo, cercando con google)...
....si aspettavano la solita storia dopo 10anni,i soliti costumi,gli stessi personaggi,la stessa musicalita'..devo dire che e'stato al di la'di ogni immaginazione:effetti scenici del 2010(spettacolari e onirici),ambientazione inizio'900,surrealissimo,deliziosamente decadente,attori fantastici(da karimloo nn e'una sorpresa,e'il re del pathos,lo era anche quando interpretava il fantasma nel phantom originale),colonna sonora notevole con brevi e intanse citazioni del Phantom...per una piu breve introduzione:inaspettabile (mi ha davvero meravigliata);surreale,molto onirico e coinvolgente.fa piangere(e non nel senso che fa schifo).
presto lo andrò anche a rivedere..
non avrà mai il successo del phantom in quanto è un sequel, ma vi assicuro che dal vivo non delude ... io non avevo ascoltato la colonna sonora ( che ho comprato al fine primo tempo... eio non compro mai cd ... li scarico soltanto..)volontariamente.un musical va visto, vi assicuro che questo vibra e fa vibrare l'udito e l'anima.
karimloo è un grandissimo artista.
quando son andata a rivedere ( per l'ennesima volta ma la prima con il nuovo fantasma) il phantom, ho trovato il nuovo fantasma assolutamente non all'altezza del Ramin Karimlo che ho sentito tante volte ... devo dire che è la persona piu' adatta a interpretare il fantasma dieci anni dopo... si sente che è nel ruolo .anche Christine, bravissima, Gustave eccezionale!

Francesco Moretti ha detto...

Cara Pandora, grazie per il bel commento. Come ho più volte ricordato, mi sono solo basato sull'ascolto del cd; sono contento che in teatro fa tutto un altro effetto. Spero di provarlo anch'io, prima o dopo.

Pandora ha detto...

Grazie della lettura,ti auguro vivissimamente di vederlo perche'dal vivo non delude..poi se,da come ho interpretato,hai bambini,e'una ragione in piu', love never dies e'fruibile da tutte le eta',non fosse altro che per gli effetti(lasciano davvero senza fiato). Non rieaco a smettere di canticchiare ancora 2o 3canzoni!
Pandora

brighter_on_the_inside ha detto...

Purtroppo... e lo dico perchè mi dispiace davvero, devo darti completa ragione. Le melodie mi piacciono, e sono contenta del seguito, ma la storia proprio non posso sopportarla...
Insomma, se proprio dovevano farli riincontrare e riconfermare un'altra volta che il phantom è il grande amore di Christine, potevano almeno dargli un finale decente...
E poi perchè dovevano fare di Raul un ubriacone? E di Meg una donna di malaffare?
C'erano davvero modi migliori di gestire l'intera vicenda.
Questa storia non ha nemmeno lontanamente la potenza e la magia del musical originale.

Manuela ha detto...

Ciao, è la prima volta che scrivo sul tuo blog, ma anche io ho scoperto il mondo del musical grazie a TPOTO e ora mi sento un pò meno sola...
Purtroppo non ho mai potuto vederne uno dal vivo, ma ho ascoltato tutto quello che potevo e, grazie al film del 2004, ho una vaga idea di quello che deve essere l'originale.
Qualche giorno fa ho avuto il tempo di ascoltare con libretto alla mano e occhi chiusi Love Never dies e...
Non so... sono sollevata e delusa allo stesso tempo.
Premetto che non ho mai amato particolarmente Raul... l'eroe maledetto su di me ha sempre avuto un ascendente maggiore del bravo ragazzo... ma da qui a ridurre Raul a ubriacone avrei magari preferito una morte onorevole dopo la luna di miele.
Il fantasma poi... è il fantasma di se stesso!
Sorvolando sul fatto che è un pluriomicida... ma in questo sequel non ho avvertito la passione che incalza, invece, nell'originale.
La musica è bellissima e se i personaggi fossero sconosciuti alla scena mi sarei commossa... ma sapendo chi sono mi sono trovata ad aspettare un climax che non è mai arrivato.
Chi, come me, ama TPOTO non può non avere il cuore in gola sulle note di "The Point Of No Return" e tutto quello che segue... in questo sequel invece mi è sembrato tutto un pò sotto tono rispetto all'originale.
Non dubito degli effetti speciali che ovviamente non ho potuto vedere, ma l'unica canzone che mi ha ispirato passione come l'originale è "Beneath A Moonless Sky" ed è all'inizio...
Chiudo dandovi il mio contatto MSN (manuela_raimondo@hotmail.com).. mi piacerebbe tanto avere qualcuno con cui condividere questa mia insana passione e che, magari, mi racconti un pò com'è dal vivo, in attesa che da Messina risca a sbarcare i UK.

Francesco Moretti ha detto...

Cara Manuela, grazie anche a te del bel commento. Il Phantom dal vivo è uno spettacolo impressionante: e se lo è adesso, che a teatro si vede di tutto e di più grazie ad effetti speciali e trucchi scenici sempre più elaborati, pensa a che effetto dirompente possa aver avuto quasi 25 anni fa. Il Phantom va visto a teatro, più volte, da prospettive diverse, perché anche il teatro stesso fa parte del musical. Se poi stai sotto al lampadario...
Dai, che Messina non è poi così lontana da Londra (parlo io, ch non ci sono mai stato!); dall'aeroporto di Catania non parte nessun low cost per la capitale inglese?
Comunque, cercami pure su facebook. Io msn non lo uso quasi mai.

Manuela ha detto...

...ho provato, ma non ti trovo! O meglio, siete troppi :)
Prova a cercarmi tu, perchè se restringo la ricerca a Gorizia non mi da alcun nome...

Francesco Moretti ha detto...

Ci proverò!

francesco perone ha detto...

Ciao a tutti . . Patitissimo di musical anche io, (e anche io Francesco): Tornato domenica 19 da Londra, dove ho visto Love Never Dies . . . Io ADORO POTO e l'ho visto 4 volte, di cui l'ultima ad agosto 2009 con Ramin Karimloo . . . il migliore dopo M. Crawford. LND quando l'ho visto io era stato riscritto in alcuni punti (es:"til i hear you sing" ora è ad apertura sipario) e a parte alcune inevitabili "tirate per i capelli" della trama, credo sia cmq uno spettacolo da vedere e secondo me, giudicare senza avere POTO come paragone . . . Se così fosse, sarebbe inutile da andare a vedere e persino da sentire, visto il phatos e le emozioni che POTO provoca! Quella sera (13/12) in sala era presente il "lord in person" . . . Fortunatamente la sua musica non rispecchia assolutamente il suo carattere! Mai visto una persona più piena di se in vita mia . . . Giudizio personale, ovvio, ma se si fermasse ogni tanto a pensare che siamo stati noi a farlo diventare quello che è diventato . . . Scusate lo sfogo "fuori argomento", ma l'ho sempre considerato un mio mito, ho tutto quello che ha scritto (Fra, tra l'altro 4 versioni diverse del "favoloso" "Sunset" e ti assicuro che visto dal vivo era una delle cose visivamente più belle! a tal proposito, io preferisco la versione "americana" con G. Close . . più "attrice").Scusate la lungaggine, ma mi sono imbattuto in questo blog e come "amante folle del musical", non potevo esimermi!! Ah il mio musical preferito comunque (6 edizioni in cd, 2 dvd e un bluray e 6 volte dal vivo) rimane "Les miserables" . . .Chiedo venia hehehehe!
A presto, se vi farà ancora piacere leggermi! ;-)

Francesco Moretti ha detto...

Caro omonimo, benvenuto tra noi.
Ovviamente ti invidio perché hai una vita teatrale intensa, ma su Sunset ti batto: di versioni ho quella londinese, americana, tedesca, spagnola, olandese, in concert, più qualche brano del primo tour uk e il karaoke ^__^ (e in vhs la prima rappresentazione "di prova" a Sydmonton...)
E naturalmente Glenn Close è la Norma migliore di tutte.

francesco perone ha detto...

Grazie per la risposta ;-) La mia "vita teatrale" come la chiami, si basa solo sul fatto che spesso mi trovo "al posto giusto al momento giusto", anche se (devo ammetterlo) per "Love never dies" ho appositamente programmato il viaggio in base alla presenza degli interpreti del disco (so' matto ve'?) Ma il tuo "sorvolamento" sul mio musical preferito e sul commento a Webber si basa sul fatto che sei troppo "Webberiano" e poco "miserabile"? ;-)
Se non dovessimo sentirci, ti faccio gli auguri di Buon Natale, per il nuovo anno ci si ritrova sicuramente qui!

Francesco Moretti ha detto...

Bè, sono sicuramente molto webberiano: del resto al top delle mie preferenze resistono Viale del Tramonto e il Fantasma dell'Opera. Amo molto anche i Miserabili, ma non l'ho mai visto a teatro.
Auguri anche a te, spulcia pure anche il resto del blog... e a presto!

emanuele ha detto...

Cari tutti,
mi collego al blog dopo molto tempo. Non voglio mettermi a far calcoli su quali siano i musicals migliori e quali siano gli autori più bravi (su Webber nulla da dire: è un genio e Sunset rimane - visivamente - qualcosa di meraviglioso, ma assolutamente l'originale, quello con Patti LuPone: vederla a Londra nel '93, scendere la scala della "sua" villa, sulle note di surender, con una malìa unica nella voce, o ancora sentirle interpretare with one look con un boato di applauso a scena aperta sul ponte musicale... sono emozioni davvero indimenticabili per i musical-addicted come noi). Ma non voglio dimenticare la versione "da camera" allestita al Comedy Theatre a Londra, con attori che in scena suonavano pochi strumenti. Inaspettato e sorprendentemente emozionante.
Dopo webber e i lavori di Boublil - Schonberg (i Miserabili, Miss Saigon...)- che ho conosciuto nei viaggi londinesi e americani, ormai dedico buona parte del mio amore musicale a Sondheim, perché ha scritto cose di qualità operistica davvero speciali. Lo scorso anno a Modena e Piacenza è venuta una compagnia americana a proporre Sweeney Todd, con un ottimo risultato che - ma era quasi scontato - mi ha fatto dimenticare il film di Tim Burton ( che non brillava certo per arte canora). Se vi interessa, consiglio Sweeney Todd "originale" con una favolosa Angela Lansbury e un istrionico George Hearn (i patiti lo ricorderanno anche in Sunset Boulevard, come Max) o una versione in forma semi concertistica ancora con Hearn e con patti LuPone, della NY Simphony Orchestra. Entrambe si trovano in CD e DVD.
Tornando a Love never dies, non posso far altro che ribadire quanto già ho scritto: va visto e apprezzato come lavoro a sé. Ramin fa faville e il pubblico non si tira indietro negli elogi a scena aperta (da brivido l'applauso su Till I hear You sing), ma anche il sostituto, Tam Mutu, che è nella vita fidanzato con l'attrice che interpreta Christne, Sierra Bogges, non ha nulla da invidiare all'ormai lanciatissimo Ramin che - dopo la special appearance all'O2 per il concerto celebrativo dei 25 anni dei Misérables, è ormai lanciato verso l'olimpo del teatro musicale anglosassone.
Saluti a tutti.
PS: sarebbe possibile vedere il VHS di Sunset?!?
GRAZIE!!!

Francesco Moretti ha detto...

Emanuele, bentornato e buon anno!
Preparati ad un viaggio sul Viale del Tramonto nella primavera 2012, ma a Trieste...
Per il VHS... dovrei prima farlo riversare in DVD. Magari scrivimi in privato!

emanuele ha detto...

Cari tutti,
S questo blog paliamo solo di musical anglosassone o possiamo inserire commenti anche sulla commedia musicale italiana? Ieri ho visto per la seconda volta in questa stagione "aggiungi un posto a tavola" agli Arcimboldi. È sempre un gran bello spettacolo e le scenografie di Coltellacci, quelle originali, portano sulle spalle i loro 37 anni in modo davvero invidiabile. Certo, Guidi non è Dorelli, e la Laurito non è Bice Valori o Alida Chelli (io vidi lo spettacolo con Dorelli e la Chelli nel '90 al Carcano). Il nuovo cast recita bene, ma canta maluccio (a volte, mi dicevano conoscenti che lavorano in teatro, si fanno aiutare da voci pre registrate anche nelle parti solistiche). La Laurito è simpatica e molto... piena, ma nel duetto con Toto o nel quartetto del primo atto rasenta l'inascoltabilità vocale! Nel complesso, comunque, la storia, le canzoni, il senso stesso dello spettacolo sono ancora attuali e coinvolgenti. Direi che merita! Io mi commuovo sempre alla discesa della colomba... E che emozione sentire la voce di Lassù (ovviamente registrata) di Renato Turi!

emanuele ha detto...

Dopo molti mesi torno a chiacchierare di Musical... ma non c'è più nessuno da queste parti?!? mi piaceva molto scrivere qui le mie impressione a avere scambi di opinioni molto competenti con chi (come tutti voi che vi siete collegati) frequenta teatri di musical.
Che è successo?!?
Comunque... Ho trascorso il fine settimana a Londra: venerdì sera Wicked (e ora finalmente ho apprezzato tutta la sottile complessità della trama. Ottimo cast). Sabato... The Phantom of the opera 25th anniversary alla Royal Albert Hall. Qualcosa di unico!!!!
Ramin e Sierra Boggess tornati ai ruoli che li hanno resi famosi e consacrati sono stati eccezionali. A loro agio in quello spazio enorme, circondati da un corpo di comprimari di grande classe e da un coro molto più nutrito del solito (d'altra parte il palco è molto più profondo di quello del''Her Majesty theatre) hanno dialogato come pochi saprebbero fare con l'orchestra di 45 elementi. Un po' meno elegante il Raoul di Hadley Fraser: alcune note buttate lì con poca grazia e un piglio troppo energico nel duetto con Christine). Lo spettacolo è stato riprodotto con movimenti scenici sostanzialmente simili all'originale, a parte il volo del lampadario, risolto comunque con grandi effetti (di fuochi d'artificio!). Ma la sorpresa è stata nel finale. Dopo fiumi di applausi, compare Andrew, con i fantasmi storici e con Sarah Brightman! e hanno cantato per noi! Credetemi: da lacrima. Ora aspetto solo il DVD.

Francesco Moretti ha detto...

Emanuele, non siamo scomparsi... Solo che per me è diventato molto più difficile andare a teatro, quindi scrivo molto meno di prima, ahimé!
Comunque, beato te che ti sei visto il concertone del Phantom! Io mi dovrò accontentare del DVD - già ordinato - e nel frattempo di qualche video pirata su youtube.
Spero nel prossimo futuro di alimentare questo mio blogarello... a Trieste faranno parecchie cose belle! Stay tuned!

iris ha detto...

completamente d'accordo con te! non era necessario un seguito ma questo non nasce da lui bensi' da chi decise di scrivere un libro come sequel dell'originale le fantôme de l'opéra di leroux! suppongo sia stato un uomo privo di senno! e ancora piu' privo di senno webber nel pensare che una storia simile poteva essere recuperata ... per quanto possa essere un genio :1 non credo che abbia fatto del suo meglio e 2 quella storia e' pateticamente patetica! di fantôme de l'opéra ce n'è uno solo! rimarro' sempre di questa opinione! (infatti il musical ha gia' chiuso e si trova gia' in giro il suo dvd! )

Francesco Moretti ha detto...

Ho appena acquistato il DVD dell'allestimento australiano. Dal punto di vista musicale sto pian piano riabilitando l'operazione, non assolutamente da quello prettamente filologico.

Anonimo ha detto...

Personalmente credo che chiunque abbia letto il libro, visto il musical e i film, avrebbe disperatamente voluto che il finale fosse diverso, che lei scegliesse il fantasma, anche se la troviamo tutti un'indicibile spina nel fianco. Io credo che Lloyd Webber abbia avuto un'attacco di nostalgia, nel video del press relase dice chiaramente che la prima a suggerirgli l'idea del seguito fu la scenografista del Phantom, ormai morta da dieci anni. Ha creato una storia che si può trovare in qualsiasi sito di fanfiction di bassa lega, una trama che, ammettiamolo, tutti coloro che amano davvero il fantasma gli avrebbero voluto concedere. Il fatto che il leitmotif si richiami a quello del POTO conferma la teoria dell'attacco di nostalgia, e ci sono due o tre canzoni niente male. Personalmente, trovo che "'Till I hear you sing" abbia tutta la forza espressiva di "Music or the Night", e molta di più di "All I Ask of you" che non sopporto... Ok, non è un masterpiece del teatro musicale, ma la soddisfazione di vedere Christine accoppata è stata grande :D

Francesco Moretti ha detto...

Sono assolutamente d'accordo, tranne che su All I Ask of You: trovo che sia una canzone difficilissima da cantare; basta un niente e diventa una lagna. Ma in mano a due performer bravi, tutto un altro discorso. Sarò nostalgico anch'io, ma i migliori rimangono Barton-Brightman del cast originale.

Valeria ha detto...

Love never dies è un musical difficile, almeno per me, da accettare dopo aver visto e amato the phantom of the opera... Come spettacolo in sé e per sé mi piace, ma non appena penso al fantasma dell'opera mi chiedo "Ma ne è davvero il sequel?". Cosa posso farci!! The phantom of the opera is there, iside my... heart!!XD

Unknown ha detto...

...sicuro di averlo visto?perchè a leggere quanto hai scritto per me non ci hai neanche provato a vederlo.

Francesco Moretti ha detto...

Antonio Ionata, a chi era rivolto quest'ultimo commento?

Unknown ha detto...

Tremendo paragonare Phantom e Love Never Dies, noioso chi ripete che il sequel rovina l'originale. Due prodotti diversi e due background diversi. Per niente noioso e molto moderno, Love Never Dies propone un seguito coerente e seducente, la cui bellezza sta nella freddezza e nella musica sopraffina. Degno seguito di un musical che ha fatto storia. I tempi cambiano e bisogna essere aperti alla novità. Che noia gli snob.